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Prestazioni culturali nel servizio pubblico mediatico

È nell’interesse di tutte e tutti che le prestazioni culturali dei media elettronici finanziati con fondi pubblici siano ancorate in modo trasparente e comprensibile. Ciò vale soprattutto per le imprese di programma della SRG. La formazione e la cultura figurano al primo posto nel mandato di prestazioni della Costituzione federale, nella legge sulla radiotelevisione e nella concessione della SRG.

Con questo contributo non affermiamo che le imprese di programma della SRG offrano troppo poca cultura. Non esercitiamo qui nessuna critica di contenuto o strategica al servizio pubblico. ProLitteris, in quanto società di gestione, non fa politica dei media, ma nella nostra attività siamo in relazione con le associazioni professionali e di categoria nel settore della parola e dell’immagine.

Il nostro punto di partenza sono l’insoddisfazione e i malintesi tra le persone attive nella letteratura e nella cultura quando si tratta di radio e televisione. Se le trasmissioni culturali vengono soppresse, vi è un grande rammarico, ma sull’insieme delle prestazioni culturali sono disponibili solo poche cifre e pochi fatti. E il dialogo tra le associazioni culturali e la SRG funziona a volte meglio, a volte peggio – con una sostanza incerta.

Invece di occuparci di singole trasmissioni, ci dedichiamo quindi alla questione di come condurre le prestazioni culturali: la governance della SRG.

Oggi la prestazione nei programmi e nelle altre offerte viene rappresentata prevalentemente in modo qualitativo, con parole ed esempi. Inoltre appare in modo orizzontale, come parte di un tutto: l’informazione fa parte del grande campo «Informazione» e l’approfondimento confluisce nell’amalgama «Cultura, società e formazione».

La nostra proposta: occorre integrare una rappresentazione quantitativa delle prestazioni culturali, che si dedichi in modo verticale ai settori culturali. Se la SRG indica le sue molteplici prestazioni culturali in modo più preciso e sistematico, ciò serve alla trasparenza, al pubblico interessato e agli attori coinvolti. In questo modo la SRG può rispondere alle aspettative in modo più oggettivo.

A una rappresentazione uniforme e chiara delle prestazioni culturali della SRG sono accessibili tutti i programmi radio e TV e l’insieme dell’offerta pubblicistica delle unità aziendali. Le prestazioni culturali possono essere intese come un sistema a tre livelli.

Al primo livello la SRG – come anche altre offerenti – fornisce un’ampia copertura culturale come parte del mandato d’informazione.

Al secondo livello l’offerente garantisce una mirata mediazione culturale. A ciò appartiene una critica culturale competente, dedicata redazionalmente e assicurata nel tempo.

Al vertice, come terzo livello delle prestazioni culturali, vi è la mirata produzione e promozione che, oltre alla produzione cinematografica, copre il maggior numero possibile, ma per natura non tutte, delle categorie della creazione artistica.

Un’offerta mediatica di servizio pubblico deve dedicarsi a settori consolidati. Per la cultura, separatamente al cinema, alla musica, alla letteratura, al teatro, alle arti visive, alla fotografia, alla danza e ai media.

 

Strutture come quelle nella produzione cinematografica svizzera (Pacte de l’audiovisuel) e nella produzione musicale (Charta der Schweizer Musik) devono essere consolidate. Una collaborazione vincolante deve essere estesa a settori come la letteratura e la scienza: occorre un Pacte de la littérature.

Per questo motivo la SRG dovrebbe puntare su una cozione istituzionalizzata con le associazioni professionali e di categoria. I sistemi di definizione degli obiettivi e di garanzia della qualità già stabiliti nei mandati di prestazioni e nella prassi devono essere applicati anche alle prestazioni culturali e alle prestazioni nel campo della formazione (art. 4 e 5 della concessione SRG).

Nell’elaborazione di questo concetto occorre rispettare la libertà dei media e l’autonomia dei programmi delle imprese di programma. Inoltre non deve nascere nessuna burocrazia superflua. Gli obiettivi (come parte della strategia), gli accordi (come parte della cooperazione) e le procedure (come parte della conduzione e della sorveglianza) dovrebbero essere semplici e trasparenti. Ciò evita anche distorsioni del mercato dovute al fatto che le imprese di programma mettono a disposizione una promozione culturale.

Alla SRG si può raccomandare una pianificazione, un controllo e un’informazione pragmatici, onesti e sistematici. Oltre alle prestazioni culturali, anche ambiti come il giornalismo scientifico potrebbero essere condotti in modo analogo.

L’elaborazione di un concetto per la pianificazione, la rendicontazione e la governance delle prestazioni culturali nel servizio pubblico dovrebbe partire dalla SRG. Se un accompagnamento politico e un ancoraggio giuridico fossero necessari, essi sarebbero ipotizzabili come segue.

  • Indagine sulle prestazioni culturali ai sensi dell’art. 4 cpv. 5 della concessione SRG.
  • Obblighi di collaborazione all’art. 7 cpv. 3 della concessione SRG, ad es. nella letteratura.
  • Obiettivi misurabili nell’applicazione o nell’adeguamento dell’art. 5 della concessione SRG (strategia dell’offerta).

Come indicatori chiave si prestano i budget finanziari e di personale, nonché le quantità e la durata dei contenuti. I conflitti di obiettivi tra «quota» (portata) e «qualità» (risonanza) devono essere gestiti consapevolmente e rappresentati in modo misurabile.

Le associazioni della cultura, della letteratura e dei media sono vicine alla SRG e ai suoi contenuti. La creazione culturale e il servizio pubblico mediatico traggono beneficio l’uno dall’altro. Questa situazione invita a un confronto non solo aneddotico, ma istituzionale e sostanziale. La responsabilità in merito spetta alla SRG, che attualmente si trasforma sotto una forte pressione politica ed economica.

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