Concessioni nell’azione collettiva
Nel frattempo Anthropic, nell’azione collettiva intentata da tre autori statunitensi (Bartz v Anthropic), ha presentato una proposta di accordo ed è pronta a versare 1,5 miliardi di dollari. Sarebbe il primo grande accordo in un procedimento giudiziario su IA e diritto d’autore. Tuttavia, solo 500’000 dei complessivi 7 milioni di libri piratati sono considerati nell’accordo e possono beneficiare dei pagamenti. Hanno diritto a far valere pretese le opere che dispongono di un numero ISBN/ASIN e che sono state registrate presso il US Copyright Office entro cinque anni dalla pubblicazione, e precisamente fino a tre mesi prima del download: quello da LibGen è avvenuto nel giugno 2021, quello da PiLiMi nel luglio 2022.
La scorsa settimana un giudice ha approvato provvisoriamente l’accordo.
La sua opera è coinvolta?
L’elenco definitivo delle opere piratate sarà pubblicato il 2 ottobre 2025. ProLitteris raccomanda: non si faccia illusioni, ma compili il formulario se trova il suo libro nell’elenco. Chi è registrato viene informato su come far valere le proprie pretese nell’azione collettiva.
Già da tempo la rivista «The Atlantic» ha creato una propria banca dati con opere piratate. Verifiche a campione mostrano che nei risultati compaiono anche diverse autrici e diversi autori svizzeri.
Decisione insoddisfacente sul punto principale
Nel merito riteniamo problematica la sentenza del tribunale per quanto riguarda l’addestramento di sistemi di IA con opere che non sono state «rubate». Nella «summary judgement» la sentenza parte infatti dal presupposto che l’alimentazione dell’IA con libri sia stata «fair use», quindi consentita dalla legge. Illegale sarebbe solo la memorizzazione delle copie pirata. Informazioni più approfondite sono disponibili qui. ProLitteris continuerà a informare sull’evoluzione di questo procedimento giudiziario. Nell’ambito delle attività di ProLitteris lei non deve intraprendere nulla: i diritti che esercitiamo per lei non sono interessati dal settlement negli USA.