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In che modo ProLitteris verifica se si tratta di un'opera o di un oggetto non protetto?

Autrici e autori possono utilizzare l’IA senza svantaggi, finché l’utilizzo avviene nel senso di uno strumento. Tuttavia, se la macchina si sostituisce alla persona che crea in modo creativo, manca il presupposto legale per una protezione giuridica. In questi casi le titolari e i titolari dei diritti e ProLitteris non possono né concedere licenze né riscuotere compensi: non vi è alcuna utilizzazione.

ProLitteris tiene conto delle nuove possibilità dell’intelligenza artificiale nel lavoro come società di gestione, in particolare nella concessione di per le utilizzazioni e nella (composta dalle ripartizioni Print, Online, Broadcast).

ProLitteris si basa sull’autodichiarazione delle titolari e dei titolari dei diritti ed effettua controlli. Inoltre ci rivolgiamo in modo mirato alle titolari e ai titolari dei diritti quando sospettiamo che l’IA sia eccessivamente all’.

Se una titolare o un chiede compensi a una società di gestione per un’opera non protetta, viola le condizioni di utilizzazione e rischia svantaggi giuridici.

Vale la regola empirica secondo cui l’IA può essere utilizzata «come strumento» senza svantaggi, ma non «in sostituzione» della creazione umana. Il tema è nuovo nelle sue dimensioni, ma non in linea di principio. Infatti, una partecipazione eccessiva dell’IA non è l’unico motivo che mette in discussione la qualità di opera. Altri motivi per cui un’opera non è ammessa sono la mancanza di individualità (indipendentemente dall’IA), la copiatura o la ripresa non autonoma di testi altrui, la mancanza di riconoscibilità dell’autore o della casa editrice sull’opera.

Non esiste una guida o regolamentazione standardizzata dei processi creativi supportati dall’IA. ProLitteris segue la creazione di nei settori in cui l’IA è diffusa. Questioni attuali riguardano i media e, in determinati ambiti, il commercio librario alla luce degli AI-Books, che vengono offerti come opere di un’autrice o un autore e di una casa editrice. In questo ambito si verificano abusi che sfiorano la frode.

Osserviamo anche l’evoluzione nelle scuole, nella scienza e nella promozione dell’arte, ambiti nei quali si discutono esigenze sì diverse, ma anch’esse rilevanti per il diritto d’autore.

Una domanda frequente è: quale quota può avere l’IA in un’opera umana?

Come risposta, una percentuale per la partecipazione dell’IA alla creazione dell’opera non è utile finché il calcolo e la significatività di tale cifra non sono definiti. La quota di persona e macchina non può essere misurata e ricostruita senza conoscere o esaminare il processo di creazione.

Elementi umani, anche nella creazione di opere con l’IA, sono possibili:

  • Nell’idea iniziale.
  • Nella concezione.
  • Nella scelta e nella strutturazione.
  • Nella forma concreta a seconda della categoria di opera (testo, immagine, musica, audio/video di ogni tipo, opere tridimensionali).
  • Nella responsabilità di autorizzare l’opera finita come risultato.

Quanto più numerosi e quanto più individuali sono questi elementi, tanto più è probabile che si tratti di un’opera protetta dal diritto d’autore.

Nell’utilizzo dell’IA, elementi intellettuali individuali si esprimono nei prompt e nelle chat (requisiti elevati) e nella preparazione e rielaborazione umana di elementi, bozze e risultati generati dall’IA.

Notizie e consigli sul diritto d'autore

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