In occasione dell’imposta digitale in Austria, il nostro CEO, l’avvocato Philip Kübler, si è espresso sette anni fa sui problemi giuridici delle piattaforme in Internet:
https://medienwoche.ch/2019/01/15/digitalsteuer-nur-die-spitze-des-eisbergs.
L’imposta digitale è un passo politicamente più visibile e logicamente coerente, ma non tocca la struttura del mercato e la responsabilità delle piattaforme.
Allora come oggi, ciò che colpiva erano le norme giuridiche che per le piattaforme per lo più non hanno importanza. Tra queste vi sono norme di legge e di correttezza che per altri attori della comunicazione pubblica sono scontate, per i media, le imprese, la scienza, la cultura, le autorità statali, le singole persone.
Le piattaforme, maestre nell’evitare e nello schivare, non si occupavano dei limiti dei loro contenuti e della loro diffusione. Tendono ad agire al di fuori del diritto e in modo autoreferenziale.
E oggi? Mezza infanzia più tardi, le piattaforme di comunicazione sono ancora più potenti – e ancora più importanti. Sono un’infrastruttura per la democrazia, la coesione e la cultura.
Ora in Svizzera dovrebbe nascere una legge. Essa si rivolge quantomeno alle piattaforme di comunicazione e ai motori di ricerca molto grandi:
https://www.uvek.admin.ch/de/newnsb/6TmEAde4htulaWG9CWYtK
Le grandi piattaforme di comunicazione, secondo il progetto, devono amministrare i reclami delle persone utenti, spiegare gli interventi manuali nella diffusione dei contenuti e, in caso di controversia, sottoporsi a una procedura di conciliazione, devono rendere trasparente e oggetto di ricerca la loro selezione algoritmica e la loro attribuzione di privilegi ai contenuti, illustrare i loro rischi, la pubblicità e le condizioni d’uso, e sono soggette alla vigilanza e al potere sanzionatorio dell’UFCOM, l’Ufficio federale delle comunicazioni.
Per ProLitteris sosterremo il progetto di legge. Interverremo per valutare se finalmente nascerà una corresponsabilità delle piattaforme per violazioni del diritto, abusi e pericoli. Occorre rafforzare non solo gli interessi generali della società contro la disinformazione, la discriminazione di gruppi e i discorsi d’odio, ma anche i diritti soggettivi. Tra questi vi sono i diritti in materia di protezione dei dati e della personalità o i diritti di proprietà intellettuale. Anche questi diritti sono – nel loro insieme – rilevanti per la democrazia, lo Stato di diritto e la società. Le «creative industries» hanno anche un’importanza economica. L’ambito di applicazione degli obblighi di diligenza dovrebbe comprendere le violazioni del diritto in questo ambito. E occorre una rappresentanza legale e la possibilità di far valere i diritti in Svizzera.
La procedura di consultazione è in corso fino a metà febbraio. ProLitteris intende esprimersi in merito insieme alle altre società di gestione.