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Compensi per la copia – ProLitteris risponde alle domande

Nel Parlamento svizzero la commissione del Consiglio nazionale si è espressa contro l’abolizione del compenso per le informazioni per le imprese. Il collaudato e giusto compenso per la copia, che ProLitteris gestisce, deve quindi essere mantenuto. Attualmente il Consiglio nazionale sta esaminando un postulato dal titolo «Modernizzazione del modello di compenso per le fotocopie». Numerose titolari e numerosi titolari di diritti d’autore e le loro associazioni si sono rivolti a ProLitteris negli ultimi mesi e hanno posto domande. Abbiamo risposto a queste domande e speriamo che questa valutazione venga tenuta in considerazione anche in Parlamento.

ProLitteris sa che cosa ci si può aspettare da questo postulato? Quali miglioramenti propongono le società di gestione, che conoscono meglio la pratica dell’incasso e della ripartizione di questi compensi?

Per le associazioni professionali e di categoria dell’attività culturale, della letteratura e dell’arte, le riforme devono essere concepite a favore delle titolari e dei titolari di diritti. Grazie agli smartphone e ai software, la copia digitale è ormai parte della vita quotidiana. Con l’applicazione di sistemi di IA l’utilizzo di e prestazioni protette nell’attività professionale e nella collaborazione è aumentato in modo massiccio.

ProLitteris è in contatto con le associazioni Suisseculture, Verband Schweizer Medien (VSM), Schweizer Buchhandels- und Verlags-Verband (SBVV), A*dS Autorinnen und Autoren der Schweiz, Médias Suisses, LivreSuisse, ALESI, Impressum, Syndicom e visarte. Queste organizzazioni accolgono favorevolmente il fatto che la CSEC-N, in quanto commissione competente in seno al Consiglio nazionale, rifiuti l’abolizione dei .

Il fatto che contemporaneamente debba essere adottato un postulato per riforme dei compensi per la copia solleva interrogativi. Ciò vale anche per il processo politico, poiché presso la CSEC-N era disponibile uno studio della società di consulenza Polynomics relativo a un affare collegato, realizzato su incarico del Consiglio federale ed eseguito dall’Istituto federale della proprietà intellettuale. Il postulato della commissione sembra basarsi su tale indagine.

La società di gestione incaricata della gestione tiva è ProLitteris. ProLitteris conduce regolarmente, a nome di tutte le società di gestione in Svizzera e all’estero, le trattative nel quadro della procedura ria disciplinata e sorvegliata per legge e si occupa della raccolta dei dati e della fatturazione dei compensi per tutte le imprese e le altre organizzazioni, tutte le autorità amministrative, tutti i fornitori di servizi di copia (, ) e inoltre per tutte le scuole () e le biblioteche ().

In qualità di cooperative (ProLitteris, SUISA, Suissimage, SSA) o di associazione (SWISSPERFORM), le società di gestione riuniscono tutte le titolari e tutti i titolari dei diritti in Svizzera e operano in una rete internazionale di collective management organizations (CMOs). Le socie e i soci delle associazioni professionali e di categoria in tutti i settori della cultura, del giornalismo nonché della produzione musicale e cinematografica, così come le emittenti, sono quindi praticamente senza eccezioni socie o soci di ProLitteris o di un’altra società di gestione.

Per preoccupazione riguardo ai compensi per la copia e ad altre pretese derivanti dal diritto d’autore, le associazioni professionali e di categoria hanno posto numerose domande a ProLitteris, in seguito alle quali ProLitteris ha elaborato un rapporto esaustivo.

Le nostre conclusioni e aspettative nei confronti delle società di gestione e della politica derivano da questo rapporto e si riassumono come segue:

In primo luogo, le associazioni menzionate si aspettano che il trattamento parlamentare non comporti alcun peggioramento per le titolari e i titolari di diritti. I compensi per la copia costituiscono un diritto legale esistente e un importante elemento del finanziamento di prestazioni creative e giornalistiche. Non devono né essere aboliti né ridotti.

In secondo luogo, al contrario, occorre esaminare le possibilità di semplificare e completare l’incasso. L’ammontare annuo dei compensi, pari a circa CHF 12 mio., risulta esiguo per l’insieme dell’economia e dell’amministrazione della Svizzera, se si considera che per questo importo quasi tutti i contenuti, analogici e digitali, possono essere riprodotti e diffusi internamente a scopo informativo. A ciò corrisponde il modesto compenso per posto di lavoro di CHF 3.20, 5.20 o 8.20 all’anno, con un basso compenso minimo di CHF 32. I miglioramenti dovrebbero mirare a un compenso adeguato e, dal punto di vista di molte titolari e molti titolari di diritti, a un compenso più elevato. Queste idee vanno inserite, con il coinvolgimento di ProLitteris, nella procedura tariffaria prevista a tal fine. ProLitteris ha, ad esempio, richiamato l’attenzione sulle soglie di esenzione nella tariffa, che fanno sì che i compensi di interi rami economici fino a 14 posti vengano meno (industria, artigianato, commercio, determinati servizi). Già in passato ProLitteris ha proposto, per la valutazione, di ricorrere ai dati AVS già disponibili sulle imprese e sul loro numero di posti di lavoro. In tal modo si potrebbero sgravare le imprese da dichiarazioni proprie e, allo stesso tempo, ridurre le lacune di rilevamento. Ulteriori semplificazioni sono ipotizzabili.

In terzo luogo, occorre mantenere i vantaggi collaudati: il sistema forfettario sgrava le imprese dal misurare e dichiarare le singole copie e quantità. Il rilevamento di tutte le organizzazioni corrisponde allo scopo legale e alla parità di trattamento, che nella gestione collettiva è importante. Un sistema di opt-out, evocato come parola chiave in seno alla CSEC-N, sarebbe amministrativamente sproporzionato e svantaggioso per le imprese e le altre organizzazioni corrette. Gli studi statistici dimostrano che praticamente ogni organizzazione e ogni persona professionalmente attiva si informa attingendo a fonti pubbliche e trasmette internamente tali informazioni.

In quarto luogo, qualora il Parlamento prosegua il trattamento del postulato, dovrebbe audire ProLitteris in quanto società di gestione incaricata della gestione operativa e centro di competenza per i diritti d’autore e rendere pubblico lo studio finora interno all’amministrazione che costituisce la base delle deliberazioni. Anche le associazioni e le società di gestione interessate devono avere la possibilità di esaminare le ipotesi, i dati e le conclusioni dell’indagine e di esprimersi in merito.

In quinto luogo, le titolari e i titolari di diritti si aspettano dalle loro società di gestione che, anche nelle future procedure tariffarie, rappresentino in modo coerente i loro interessi. L’obiettivo deve essere un volume di compensi adeguato e un compenso adeguato per ogni posto di lavoro in Svizzera che usufruisce della libertà legale di copiare internamente. La tariffa comune 8 è stata totalmente riveduta per il periodo tariffario a partire dal 2023, passando dalle oltre 100 pagine di testo di allora a 10, con solo cinque domande nel formulario annuale per ogni impresa. Si è trattato di una semplificazione e chiarificazione ampiamente apprezzata nell’interesse di tutte le parti coinvolte. A ciò occorre attenersi. Resta da esaminare in che modo sia possibile colmare le lacune a favore delle titolari e dei titolari di diritti e ottenere agevolazioni amministrative per la società di gestione.

Legga il rapporto completo di ProLitteris sui compensi per la copia (PDF).

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